Gasolio russo 2026: divieti, sanzioni UE e cosa cambia in Italia

Gianmaria CaccoGianmaria Cacco, Missione CasaAggiornata il 30 settembre 2026
Raffineria moderna al tramonto, torri di distillazione e tubazioni in acciaio illuminate dai fari

In breve

Cosa ha deciso il governo russo

Il 29 settembre 2026 il governo russo ha firmato il postanovlenie n. 1252, che modifica il n. 954 del 30 luglio 2026 e proroga fino al 31 ottobre 2026 incluso il divieto di esportare gasolio, carburante marino e gasoli dei codici doganali dal 2710 19 421 0 al 2710 19 429 0. Prima la scadenza era il 30 settembre. Riguarda i produttori che esportano diretto, e la motivazione ufficiale è il mercato interno, dove la domanda sale con la campagna di raccolta.

Per chi non produce, cioè trader e rivenditori, il blocco è più lungo: benzina e gasolio non si possono esportare fino al 31 gennaio 2027, termine fissato dal postanovlenie n. 954 e non toccato dalla proroga di settembre.

Dentro la Russia il gasolio al dettaglio è arrivato a 88,44 rubli al litro nella settimana dall'1 al 7 settembre 2026, con un rincaro del 18,40% dall'inizio dell'anno. Nello stesso periodo gli attacchi ucraini con droni hanno fermato del tutto la raffineria di Kirishi e ridotto Volgograd e Norsi a circa un quarto della capacità nominale, su un gruppo di sei impianti che copre circa metà della produzione russa di gasolio.

Perché quel gasolio non arriva in Europa

La strada diretta è chiusa da anni. Il regolamento (UE) 2022/879 ha inserito nel regolamento 833/2014 il divieto di acquistare, importare o trasferire prodotti petroliferi del codice NC 2710 di origine russa, con un periodo transitorio finito il 5 febbraio 2023: da quella data il gasolio russo non entra più nell'Unione.

Dal 21 gennaio 2026 è chiusa anche la strada indiretta, quella del gasolio raffinato fuori dall'Unione con greggio comprato a Mosca. L'articolo 3 quaterdecies bis, introdotto dal regolamento (UE) 2025/1494, vieta di acquistare, importare o trasferire nell'Unione i prodotti del codice NC 2710 ottenuti in un Paese terzo a partire da greggio del codice NC 2709 00 originario della Russia.

L'onere della prova sta su chi importa: all'atto dell'importazione va documentato il Paese di origine del greggio usato per la raffinazione, salvo quando la merce arriva da uno dei Paesi partner elencati nell'allegato LI, cioè Canada, Norvegia, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera.

Il tetto al prezzo del greggio russo

Dal 1 febbraio 2026 il tetto al prezzo del greggio russo è 44,10 dollari al barile, contro i 47,60 di prima. Il meccanismo dinamico della Commissione europea lo tiene sempre il 15% sotto il prezzo medio di mercato degli Urals nelle 22 settimane precedenti.

Il ventunesimo pacchetto di sanzioni, il regolamento (UE) 2026/1848 del 23 luglio 2026, ha sospeso quell'aggiornamento automatico dal 24 luglio 2026 al 14 luglio 2027, quindi il tetto resta fermo a 44,10 dollari salvo riesame straordinario. Lo stesso regolamento vieta con l'articolo 5 bis sexies le operazioni con le raffinerie della nuova parte D dell'allegato XLVII, per ora solo la Kulevi Oil Refinery in Georgia, e per quella il divieto si applica dal 25 gennaio 2027.

Da dove arriva il gasolio che mettiamo nel serbatoio

L'Italia importa oltre il 90% del greggio che consuma: il fabbisogno è di circa 55 milioni di tonnellate l'anno contro una produzione interna di circa 4 milioni. Gli impianti sono 13 contando 2 bioraffinerie, quindi dieci raffinerie tradizionali, e l'obbligo di scorte di sicurezza vale 90 giorni di importazioni nette.

L'embargo ha riscritto la mappa dei rifornimenti: il gasolio russo in Europa è passato da 29,9 milioni di tonnellate prima del 2022 a 2,9 milioni nel 2024, cioè dal 50% circa al 5% delle importazioni.

ProvenienzaGasolio spedito in Europa nel 2024
Medio Oriente22,9 milioni di tonnellate
Stati Uniti16,5 milioni di tonnellate
India7,1 milioni di tonnellate
Russia2,9 milioni di tonnellate

Quanto costa in Italia e quanto pesa l'accisa

Nella rilevazione Mimit del 30 settembre 2026 il gasolio self costa 2,316 euro al litro sulla rete stradale e 2,345 euro in autostrada, la benzina 2,111 e 2,138 euro. Dieci giorni prima, il 20 settembre, il gasolio self in autostrada stava a 2,413 euro al litro.

Nei distributori che applicano il tetto volontario il gasolio sta a 2,19 euro al litro e la benzina a 1,99 euro. Eni è partita il 28 settembre, Ip subito dopo, Q8 dal 1 ottobre 2026 per trenta giorni, quindi l'estensione è ancora in corso e non copre tutti gli impianti delle tre reti.

PeriodoAccisa sul gasolio per mille litri
dal 28 luglio al 6 agosto 2026, poi prorogata al 10 settembre532,90 euro
dal 18 al 25 settembre 2026572,90 euro
dal 26 settembre al 5 ottobre 2026622,90 euro
aliquota ordinaria fissata dalla legge di bilancio 2026672,90 euro

Il taglio pieno valeva 14 centesimi al litro, 17 con l'IVA, ma oggi non è più quello: il decreto legge 162 del 17 settembre 2026 lo ha ridotto per gradi, e al 30 settembre lo sconto sull'aliquota ordinaria vale 5 centesimi al litro, 6 con l'IVA.

Le date da tenere d'occhio

Cosa è cambiato

Domande frequenti

L'Italia compra ancora gasolio dalla Russia?

Non per via diretta: importare prodotti petroliferi russi del codice NC 2710 è vietato nell'Unione dal 5 febbraio 2023. Dal 21 gennaio 2026 il divieto copre anche i prodotti raffinati in un Paese terzo partendo da greggio russo.

Fino a quando dura il blocco russo all'export di gasolio?

Per i produttori fino al 31 ottobre 2026, con la proroga firmata il 29 settembre 2026 nel postanovlenie n. 1252. Per trader e rivenditori il divieto su benzina e gasolio resta fino al 31 gennaio 2027.

Quanto vale oggi lo sconto sull'accisa del gasolio?

Al 30 settembre 2026 l'accisa è 622,90 euro per mille litri contro i 672,90 ordinari, quindi lo sconto vale 5 centesimi al litro, 6 con l'IVA. Il taglio pieno da 14 centesimi, 17 con l'IVA, è finito.

Chi importa deve dimostrare da dove viene il greggio?

Sì, all'importazione serve la prova del Paese di origine del greggio raffinato. L'obbligo cade solo se il prodotto arriva da Canada, Norvegia, Regno Unito, Stati Uniti o Svizzera, i Paesi partner elencati nell'allegato LI.

Perché il gasolio costa più della benzina anche con l'accisa più bassa?

Dal 26 settembre al 5 ottobre 2026 il gasolio paga 622,90 euro per mille litri contro i 672,90 della benzina, cioè 5 centesimi al litro in meno, eppure alla pompa costa di più: nella rilevazione Mimit del 30 settembre 2026 il gasolio self sta a 2,316 euro al litro, la benzina a 2,111 euro.

Fonti

Gianmaria Cacco

Chi scrive

Sono Gianmaria Cacco. Su YouTube, con Missione Casa, racconto una casa anni '90 che rimetto a posto un pezzo alla volta, con i preventivi veri e le bollette vere. In questa guida ogni numero viene da una fonte ufficiale, linkata qui sopra.