Bonifico tra genitori e figli: tassa, franchigia e quando si paga

Gianmaria CaccoGianmaria Cacco, Missione CasaAggiornata il 5 ottobre 2026
Smartphone con la schermata di un bonifico bancario appoggiato su un tavolo accanto a documenti fiscali e a una penna

In breve

Quando un bonifico a un figlio viene tassato

Un bonifico da un genitore a un figlio non viene tassato all'8% per il solo fatto di essere stato eseguito. L'articolo 56-bis del Testo unico successioni e donazioni permette al Fisco di accertare una liberalità diversa dalla donazione solo quando la sua esistenza risulta da dichiarazioni rese dall'interessato in un procedimento di accertamento di tributi.

Ci sono poi i trasferimenti a cui l'imposta non si applica proprio. La circolare 3/E dell'Agenzia delle Entrate del 16 aprile 2025 li elenca così:

Attenzione alla parola "ordinarie". La stessa circolare ricorda che per il corredo nuziale e per l'istruzione artistica o professionale è soggetta a collazione solo la parte di spesa che supera notevolmente la misura ordinaria, valutata sulle condizioni economiche di chi paga.

Quanto si paga sulla donazione

L'imposta di donazione cambia con il grado di parentela. Tra genitori e figli, che sono parenti in linea retta, si paga il 4% e solo sul valore che supera 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario. Queste sono le aliquote pubblicate dall'Agenzia delle Entrate:

Chi riceveAliquotaFranchigia per ciascun beneficiario
Coniuge e parenti in linea retta (genitori, figli)4%1.000.000 di euro
Fratelli e sorelle6%100.000 euro
Altri parenti fino al quarto grado e affini indicati dall'Agenzia6%nessuna, si paga sull'intero valore
Altre persone8%nessuna, si paga sull'intero valore

Se chi riceve è una persona con handicap grave, l'imposta si applica solo sulla parte che supera 1.500.000 euro, qualunque sia il grado di parentela.

L'8% di cui si parla per i bonifici è un caso a parte. Quando la liberalità viene accertata dal Fisco si applica l'aliquota dell'8 per cento, ma solo sulla parte che eccede la franchigia. Tra genitori e figli vuol dire sopra 1.000.000 di euro.

Faccio un conto di esempio con queste aliquote. Un genitore dà a un figlio 1.200.000 euro: la parte oltre la franchigia è 200.000 euro. Con l'aliquota ordinaria del 4% l'imposta è 8.000 €. Se la stessa somma emerge in un accertamento, l'8% su 200.000 euro fa 16.000 €.

Come si conta la franchigia

La franchigia non si rinnova a ogni bonifico. Il nuovo articolo 57 del Testo unico dice che il valore di una donazione viene maggiorato, ai soli fini della franchigia, del valore delle donazioni fatte in precedenza dallo stesso donante allo stesso beneficiario. Le donazioni vecchie si contano al valore attuale dei beni e dei diritti donati.

C'è un'eccezione: nel conteggio non entrano le donazioni fatte tra il 25 ottobre 2001 e il 28 novembre 2006, il periodo in cui l'imposta sulle successioni e donazioni era abrogata. Lo scrive la circolare 3/E del 16 aprile 2025.

Come si fa una donazione in regola

La donazione si fa per atto pubblico, cioè davanti al notaio. È il notaio che redige l'atto, lo registra all'Ufficio delle Entrate competente entro 30 giorni e versa l'imposta, insieme all'imposta di registro in misura fissa di 200 €. Se la donazione non supera la franchigia, l'imposta di registro non è dovuta.

Per le liberalità indirette c'è la registrazione volontaria, prevista dall'articolo 8 del Testo unico dell'imposta di registro. In quel caso l'imposta si calcola con le aliquote e con le franchigie ordinarie: tra genitori e figli il 4% oltre 1.000.000 di euro, al posto dell'8% che si applica quando la liberalità viene accertata.

Il caso deciso dalla Cassazione nel 2026

Se ne parla per l'ordinanza n. 15315 del 20 maggio 2026 della Cassazione, che riguarda un bonifico di oltre 8 milioni di euro da una madre alla figlia. La figlia aveva indicato lei stessa l'importo nella propria dichiarazione dei redditi, e l'Agenzia delle Entrate ha applicato l'aliquota dell'8%. Lo racconta FiscoOggi, la rivista dell'Agenzia, in un articolo del 4 agosto 2026.

Quel caso è stato deciso con le regole precedenti al 2025. Allora il Fisco poteva accertare una liberalità solo se aveva prodotto un incremento patrimoniale superiore a 180.759,91 euro, i vecchi 350 milioni di lire. Questa condizione per l'accertamento è caduta dal 2025.

Da quando valgono queste regole

Le regole vengono dal decreto legislativo 18 settembre 2024, n. 139, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 231 del 2 ottobre 2024. Hanno effetto dal 1° gennaio 2025 e si applicano anche agli atti a titolo gratuito fatti da quella data.

Dal 2025 è caduta anche una vecchia condizione: per l'accertamento non serve più che la liberalità abbia prodotto un incremento patrimoniale superiore a 350 milioni di lire, cioè i 180.759,91 euro di prima.

Cosa è cambiato

Domande frequenti

Devo pagare le tasse se faccio un bonifico a mio figlio?

Il bonifico da solo non fa scattare l'imposta. Tra genitori e figli l'imposta di donazione è del 4% e riguarda solo il valore che supera 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario. Mantenimento, educazione, spese per malattia e spese ordinarie per abbigliamento o per nozze sono escluse.

Quando si paga l'8% su un bonifico tra genitori e figli?

Quando la liberalità viene accertata dal Fisco, e questo può succedere solo se la sua esistenza risulta da dichiarazioni rese dall'interessato in un procedimento di accertamento di tributi. L'8% si calcola sulla parte che eccede la franchigia, quindi tra genitori e figli oltre 1.000.000 di euro.

Quanto posso donare a un figlio senza pagare l'imposta di donazione?

Fino a 1.000.000 di euro per ciascun figlio. Nel conto entrano anche le donazioni già fatte dallo stesso genitore allo stesso figlio, che si sommano alla nuova ai fini della franchigia.

Quanto costa registrare una donazione dal notaio?

Oltre all'eventuale imposta di donazione c'è l'imposta di registro in misura fissa di 200 €, che il notaio versa quando registra l'atto entro 30 giorni. Se la donazione non supera la franchigia, l'imposta di registro non è dovuta.

La franchigia è la stessa per un figlio con disabilità grave?

No, è più alta. Se chi riceve è una persona con handicap grave l'imposta si applica solo sulla parte che supera 1.500.000 euro, a prescindere dal grado di parentela.

Fonti

Gianmaria Cacco

Chi scrive

Sono Gianmaria Cacco. Su YouTube, con Missione Casa, racconto una casa anni '90 che rimetto a posto un pezzo alla volta, con i preventivi veri e le bollette vere. In questa guida ogni numero viene da una fonte ufficiale, linkata qui sopra.